PROGRAMMA PLURIENNALE PROVINCIALE

Nella legge di riforma delle Autonomie all’art. 15 comma I è scritto che “la Provincia: a) raccoglie e coordina le proposte avanzate dai Comuni, ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della regione; b) concorre alla determinazione del programma regionale di sviluppo e degli altri programmi e piani regionali secondo norme dettate dalla legge regionale; c) formula e adotta, con riferimento alle previsioni e agli obiettivi del programma regionale di sviluppo, propri programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale e promuove il coordinamento dell’attività programmatoria dei Comuni.” La suddetta norma di principio stabilisce, in sostanza, che la Provincia predispone un Programma Pluriennale Provinciale (P.P.P.) che sia strumento di programmazione generale e che funga da base per la formazione del Bilancio pluriennale. Il P.P.P. si qualifica, dunque, come componente essenziale per la realizzazione di un processo di programmazione decentrata con i seguenti principali compiti: a) territorializzare gli scenari di riferimento socio economici e identificare obiettivi di sviluppo economico territoriale per la Provincia; b) definire l’ordine di priorità degli obiettivi identificati tenendo conto delle specifiche realtà locali; c) raccogliere le indicazioni espresse a livello locale coordinando l’azione dei soggetti pubblici e privati esistenti; d) favorire una migliore allocazione delle risorse finanziarie identificando un insieme di azioni progettuali e strategiche. La Provincia, con il supporto dell’analisi socio economica effettuata dal CLES, ha elaborato il presente Programma avendo come riferimento le normative dell’U.E., le leggi nazionali e regionali nonché il Piano Regionale di Sviluppo, per dare una risposta coordinata ai fabbisogni nel complesso intreccio dei fattori che li compongono, nonché per consentire all’attività di governo dell’Ente di effettuare valutazioni e scelte superando l’approccio di lavoro fondato sull’emergenza o sul “caso per caso”ed infine per incentivare la capacità di spesa avendo presenti obiettivi condivisi. Non basta la consapevolezza che la Provincia è soggetto di governo, occorre conquistarsi l’autorevolezza necessaria anche mediante la dotazione di strumenti adatti, infatti, il buon fine delle scelte perseguite dipende anche dall’efficacia degli strumenti in suo possesso, dalla capacità di fare, di pianificare in modo condiviso ed inoltre dalla capacità di attivare la negoziazione ed il confronto per approdare ad azioni positive che attenuino i fisiologici conflitti di parte e contribuiscano ad attuare l’idea della PROVINCIA di MACERATA che la collettività in modo autocosciente esprime. L’efficacia complessiva della programmazione, avviata attraverso il Piano Pluriennale Provinciale (analisi – strategie – obiettivi – interventi – risorse), è condizionata, pertanto, dalla effettiva capacità della Provincia di Macerata di sensibilizzare e coinvolgere l’insieme degli attori, pubblici e privati, presenti sul territorio, ponendosi come stimolo e riferimento costante dei processi di concertazione. Il Programma offre, pertanto, degli argomenti di lettura del territorio su cui poter sviluppare il dibattito politico – istituzionale. Gli imputs sono offerti dai punti di debolezza e di forza della nostra economia. I punti di debolezza da contrastare sono: n Invecchiamento della popolazione; n Squilibrio territoriale costa-montagna; n Crescita della disoccupazione riguardante particolari segmenti di popolazione: donne, diplomati e laureati. n Caduta di redditività e di coesione del sistema agricolo; n Insufficiente livello di funzionalità delle infrastrutture economiche: reti di trasporto e comunicazione, reti idriche, sistema ricettivo alberghiero; n Infrastrutture sociali da riqualificare e riallocare: strutture sanitarie, impianti sportivi, edilizia scolastica; n Infrastrutture culturali di cui va promossa la fruizione coordinata: teatri, musei, aree archeologiche; n Tessuto delle imprese locali diffuso ma debole sul piano della dimensione finanziaria; n Carente presenza del terziario evoluto; n Ruolo quasi esclusivamente didattico delle Università presenti e scarsa significatività del rapporto ricerca-impresa. I punti di forza da valorizzare sono: n Centralità geografica; n Rapporto favorevole tra numero di abitanti ed estensione territoriale; n Situazione ambientale non particolarmente compromessa; n Ricco patrimonio di risorse naturalistiche e di beni storico-culturali; n Qualità del sistema insediativo storico; n Mancanza di un passato industriale ingombrante; n Spirito d’impresa, laboriosità ed elevata capacità al risparmio; Con la delibera della Giunta Provinciale n. 457 dell’8 giugno 1996 è stato commissionato alla Soc. CLES di Roma l’incarico di effettuare un’analisi socio economica del territorio provinciale da cui dovevano emergere : 1) le opzioni strategiche per la formulazione del Piano 2) gli scenari di crescita economica 3) gli strumenti d’intervento per favorire lo sviluppo locale e l’occupazione. La Provincia, con l’aiuto dell’analisi socio-economica effettuatta dal CLES, ha individuato i seguenti macro-obiettivi da perseguire: n Rafforzare la coesione sociale e l’integrazione tra aree forti ed aree deboli della provincia; n Valorizzare le potenzialità e le risorse in un’ottica di sistema; n Rispettare le vocazioni delle singole aree sub-provinciali; n Rimuovere gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo tra cui la carenza di collegamenti, i nodi infrastrutturali; n Incentivare la redditività dei settori agricoltura, industria e terziario puntando più sulla qualità che sulla quantità delle produzioni nel rispetto degli equilibri ambientali; n Favorire l’incontro tra la domanda di lavoro espressa dalle imprese e l’offerta di coloro che sono in cerca di occupazione; n Difendere i livelli occupazionali qualificando la risorsa lavoro mediante la programmazione della formazione professionale; n Sostenere il modello di crescita dei distretti produttivi privilegiando non più l’aspetto estensivo(ampliamento delle aree, dei volumi di produzione o di esportazione) bensì intensivo (qualità, selezione, ricerca); n Rafforzare il sistema dei distretti industriali considerando le imprese locali come “risorse del territorio” che necessitano di innovazione, ricerca, acquisizione di beni immateriali, rafforzamento della struttura finanziaria , esternalizzazione delle funzioni di servizio; n Sviluppare le attività connesse con il turismo, l’ambiente, i beni culturali con possibilità di ricaduta occupazionale nei comparti dell’edilizia, artigianato, trasporti e servizi. I macro obiettivi individuati sono riconducibili a due tipi logici di approccio alle politiche di sviluppo di cui: uno riferito ai cosiddetti “fattori trasversali dello sviluppo” ed in particolare alla risorsa lavoro, alle infrastrutture ed al sistema creditizio e l’altro, relativo ad obiettivi più specifici inerenti le filiere settoriali.

Contenuto inserito il 01/01/1998 aggiornato al 01/02/2013

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Autore PROVINCIA DI MACERATA
Tipo pubblicazione Periodico

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